Giovedì, 17 Settembre 2026

Sicurezza, un anno di nuove misure


Cosa cambia in Italia tra decreti e leggi approvate nel 2026


Sicurezza, un anno di nuove misure

 

 Al via una serie di provvedimenti dedicati alla sicurezza pubblica, volti a contrastare la violenza giovanile, il degrado urbano e gli episodi di criminalità nei luoghi più frequentati delle città.

Si tratta di un lavoro portato avanti nel corso del 2026 dal Governo, che ha approvato a più riprese diverse misure per la sicurezza in Italia, culminate nella recente approvazione, lo scorso 15 luglio, delle tutele per chi reagisce contro un'aggressione.

Il primo intervento, a febbraio
Il 25 febbraio 2026 è entrato in vigore un decreto-legge che introduce nuove regole per contrastare gli episodi criminali: chi porta con sé, senza un motivo valido, coltelli con lama superiore agli 8 centimetri o strumenti simili rischia ora il carcere fino a tre anni. È stata inoltre vietata la vendita di questi oggetti ai minorenni, anche tramite internet, e sono state introdotte sanzioni pecuniarie per i genitori nel caso in cui un figlio minorenne venga trovato in possesso di un'arma impropria. Il provvedimento ha anche rafforzato gli strumenti già esistenti per allontanare le persone pericolose dalle zone più sensibili delle città e ha reso più facile l'arresto differito di chi si rende responsabile di danneggiamenti durante manifestazioni pubbliche, qualora il fatto sia documentato da video.

La stretta di luglio, contro baby gang e "maranza"
Cinque mesi dopo, il 15 luglio, il Governo ha approvato nuove misure che completano il quadro, con un'attenzione particolare al fenomeno delle baby gang. Tra le novità principali:

    • Divieto di aggregazione: le forze dell'ordine potranno vietare a una persona di frequentare specifici soggetti, qualora sussistano segnali di comportamenti pericolosi;
    • Fermo preventivo: diventa possibile sottoporre a controllo o fermo preventivo anche i minorenni (e non solo gli adulti) nei luoghi molto frequentati, come le zone della movida, in presenza di elementi concreti di rischio;
    • Aggravanti per danneggiamento: chi partecipa, in concorso con almeno altre quattro persone, a un atto di danneggiamento, rischia pene più severe, fino a cinque anni di carcere;
    • Tutela della legittima difesa: viene esclusa la possibilità di richiedere un risarcimento a chi si è difeso da un reato grave (come rapina o violenza sessuale) subito durante l'azione criminosa.

La norma nasce a seguito del noto caso del gioielliere piemontese, condannato a pagare un ingente risarcimento alla famiglia dei rapinatori uccisi durante una rapina in negozio nel 2021. L'intento normativo funge inoltre da rafforzo per la tutela degli operatori delle forze dell'ordine, introducendo procedure più rapide per perseguire chi li aggredisce durante il servizio.

Il potenziamento dei rimpatri
Parallelamente alle misure contro la criminalità di strada, il Governo ha previsto un'accelerazione nelle procedure di rimpatrio per i cittadini stranieri irregolari che si rendono protagonisti di reati o che risultano pericolosi per l'ordine pubblico. Il provvedimento mira a rendere più efficace l'esecuzione dei decreti di espulsione, potenziando la capacità dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) e snellendo l'iter burocratico per il riconoscimento e l'accompagnamento alla frontiera. L'obiettivo dichiarato è quello di allontanare dal territorio nazionale soggetti che, per le loro condotte reiterate, compromettono la sicurezza delle aree urbane più sensibili, garantendo una risposta più rapida e concreta alla domanda di ordine pubblico.

I risvolti per le città
Queste norme nazionali si aggiungono agli strumenti delle amministrazioni locali, come i regolamenti comunali sulla movida che diverse città italiane stanno adottando per gestire la sicurezza dei centri storici nelle ore serali. Un tema destinato a rimanere al centro dell'attenzione, soprattutto durante l'estate, quando l'afflusso di persone nei luoghi di ritrovo aumenta.

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