Mercoledì, 21 Ottobre 2026

Carovita e sicurezza, le piazze chiedono risposte


Le mobilitazioni del 16 e 17 ottobre tra scuola, salari, casa e servizi pubblici. Anche Lecce è stata coinvolta, con il corteo studentesco del 16 e la mobilitazione “Italia in Piazza” del 17. La cronologia comprende gli assalti alle scuole torinesi del 14 e 15 ottobre e i disordini nelle città francesi. Il confronto riguarda anche le scelte fiscali del Governo e il potere d’acquisto delle famiglie.


Carovita e sicurezza, le piazze chiedono risposte
Copertina: tre ricostruzioni illustrative generate con IA, ispirate ai disordini descritti a Milano, Torino e in Francia. Non sono fotografie reali né riproduzioni esatte dei luoghi o degli eventi.
Copertina: tre ricostruzioni illustrative generate con IA, ispirate ai disordini descritti a Milano, Torino e in Francia. Non sono fotografie reali né riproduzioni esatte dei luoghi o degli eventi.
14–17 ottobre 2026 · Le mobilitazioni
Salari e pensioniDiritto alla casaServizi pubblici

Il costo della vita, il peso degli affitti, gli stipendi e le pensioni, l’accesso alla sanità e all’istruzione: sono questi i temi che sabato 17 ottobre 2026 hanno portato nelle piazze cittadini, lavoratori, pensionati e studenti in diversi Paesi europei. Le manifestazioni hanno avuto promotori e piattaforme differenti, ma una domanda ricorrente: poter sostenere le spese quotidiane e contare su servizi pubblici adeguati. Le rivendicazioni emergono dagli appelli della CGIL italiana, della CGT francese e della CGTP portoghese. [1-3]

01

Italia, da Roma ai cortei contro i rincari

14–16 ottobre · I giorni precedenti

Scuole torinesi e No Meloni Day

14 ottobre · Torino, istituto Peano. Un gruppo di persone incappucciate ha fatto irruzione nell’istituto Giuseppe Peano, danneggiando ambienti e attrezzature. La scuola è stata chiusa per motivi di sicurezza dopo il raid. [19]

15 ottobre · Sella, Ricardi di Netro e Bosso-Monti. Nella mattinata un gruppo di circa quaranta giovani con il volto coperto ha compiuto incursioni nei tre istituti torinesi, danneggiando arredi, attrezzature sportive e finestre. Un diciassettenne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato; un carabiniere è rimasto ferito. Si tratta di contestazioni riferite nella fase delle indagini, non di condanne definitive. [17]

16 ottobre · No Meloni Day. Studenti e docenti hanno manifestato in diverse città italiane contro le politiche del Governo sull’istruzione, chiedendo più risorse per la scuola e contestando le condizioni degli edifici. Nella stessa giornata si è svolto anche lo sciopero globale per il clima promosso da Fridays for Future. A Torino, durante gli scontri legati al corteo studentesco, sono stati arrestati tre minorenni. [18]

La sequenza delle date: gli assalti alle scuole del 14 e 15 ottobre precedono il No Meloni Day del 16 e le manifestazioni contro il carovita del 17. Le diverse iniziative e i singoli episodi di violenza vanno ricostruiti separatamente, senza attribuire responsabilità collettive ai partecipanti ai cortei.

Il territorio · Lecce

Studenti e carovita nelle piazze leccesi

16 ottobre · Il corteo degli studenti. Studenti delle scuole superiori e dell’Università del Salento hanno manifestato a Lecce chiedendo maggiori investimenti nell’istruzione. Il corteo è partito da Porta Napoli, ha attraversato il centro e raggiunto piazza Sant’Oronzo, proseguendo poi verso la Prefettura. Sicurezza degli edifici, sovraffollamento delle classi, materiali didattici e sostegno psicologico sono stati tra i temi della protesta. [22]

Secondo il resoconto, una delegazione ha consegnato in Prefettura un documento con le richieste degli studenti, tra cui interventi sugli edifici e un confronto permanente con le istituzioni. La Polizia Locale aveva disposto misure di viabilità per il passaggio del corteo. [22] [20]

17 ottobre · “Italia in Piazza”. La giornata leccese di mobilitazione contro il carovita ha riguardato lavoro, istruzione, sanità e sicurezza. Questi i temi riportati dalla Polizia Locale nella comunicazione dedicata al corteo. Il percorso indicato collegava piazza Angelo Rizzo a piazza Sant’Oronzo attraverso viale dell’Università, Porta Rudiae, via Libertini e via Vittorio Emanuele II. Le misure di viabilità riguardavano la fascia dalle 15 alle 19. [21]

A Roma, la manifestazione nazionale “La Via Maestra”, promossa dalla CGIL insieme a oltre cento associazioni, ha riunito richieste che vanno oltre il contenimento dei prezzi: aumenti salariali, tutela delle pensioni, contrasto alla precarietà, sanità e istruzione pubbliche, diritto alla casa, pace e attuazione della Costituzione. Il corteo ha attraversato la capitale da piazza della Repubblica a piazza del Popolo. [1, 4]

Cortei, rivendicazioni e ordine pubblico

A Milano, il corteo contro il carovita, al quale hanno partecipato migliaia di persone, in buona parte studenti, è degenerato in scontri tra via Broletto e piazza Duomo. Si sono registrati lanci di pietre, barricate, danneggiamenti e saccheggi; le forze dell’ordine sono intervenute con lacrimogeni e idranti. Il bilancio riportato dalle cronache comprende feriti tra manifestanti e agenti e decine di persone fermate. [4-5]

Situazioni di tensione si sono verificate anche a Torino e Bologna. A Torino un gruppo ha fatto irruzione nella Feltrinelli della stazione di Porta Nuova, danneggiandola e scaraventando libri a terra. A Bologna si sono verificati affrontamenti nei pressi della stazione ferroviaria. [5-6]

La giornata italiana ha avuto anche un altro volto: a Roma le tre manifestazioni del pomeriggio si sono svolte senza criticità di ordine pubblico, secondo la Questura. Accanto alla protesta contro i rincari, la piattaforma della Via Maestra ha portato in piazza richieste di maggiori risorse per scuola e sanità, aumenti di salari e pensioni, diritto alla casa e opposizione alle guerre e all’aumento della spesa militare. [4-5]

02

Francia, dalla scuola al potere d’acquisto

La giornata francese si è inserita in un movimento già alimentato dalle proteste di liceali e universitari. Alla richiesta di migliori condizioni nell’istruzione si sono affiancate quelle per salari e pensioni più alti, prezzi più bassi e servizi pubblici adeguati: obiettivi esplicitamente richiamati dalla CGT nel comunicato del 16 ottobre a sostegno delle mobilitazioni del giorno successivo. [2]

Le richieste sindacali e gli episodi nelle città

La CGT Spectacle, aderendo all’appello contro il carovita e il prezzo della benzina, aveva denunciato anche l’impatto dei carburanti sulle attività professionali, la stagnazione dei redditi e la precarietà nel settore culturale. Una piattaforma che collega le spese quotidiane alle condizioni di lavoro. [7]

Le manifestazioni hanno interessato numerose città. In alcune, tra cui Parigi, Lione, Bordeaux e Rennes, si sono verificati gravi episodi di violenza e saccheggio. A Rennes sono state colpite le Galeries Lafayette; a Parigi le cronache riferiscono invece di un tentativo d’irruzione non riuscito nel grande magazzino. I due episodi vanno distinti. [8-9]

Questi fatti richiedono un racconto distinto dalle rivendicazioni dei cortei: la partecipazione a una manifestazione non comporta una responsabilità collettiva per i reati commessi durante i disordini. Le cronache documentano sia ampie mobilitazioni pacifiche sia azioni di gruppi responsabili di devastazioni. [8-9]

03

Le altre piazze europee e il resto del mondo

Portogallo: salari, pensioni e diritto alla casa. A Lisbona, Porto e Coimbra la CGTP ha promosso manifestazioni contro l’aumento del costo della vita. Nell’intervento del 17 ottobre, la confederazione ha indicato carburanti, energia, alimentazione e abitazioni tra le principali pressioni sui bilanci familiari, chiedendo anche investimenti nella sanità, nella scuola e nella protezione sociale. A Lisbona Reuters riferisce di decine di migliaia di partecipanti. [3, 10]

Le rivendicazioni, Paese per Paese

Tra le rivendicazioni sindacali figurano un aumento generale dei salari del 15%, con un minimo di 150 euro, e un salario minimo nazionale di 1.100 euro. Sono richieste avanzate dagli organizzatori, da distinguere da misure già approvate. [11]

Belgio: il costo dell’istruzione. A Bruxelles e Liegi gli studenti hanno manifestato contro l’aumento dei costi degli studi e contro riforme considerate un possibile ostacolo all’accesso all’istruzione superiore. A Bruxelles si sono verificati scontri con la polizia. La mobilitazione presenta quindi un legame con le difficoltà economiche delle famiglie, ma una piattaforma specificamente studentesca. [12]

Tunisia: carovita e libertà pubbliche. Nello stesso sabato, a Tunisi, migliaia di persone hanno manifestato contro il peggioramento delle condizioni economiche e per la difesa delle libertà pubbliche. Tra le organizzazioni promotrici figurano il sindacato UGTT, rappresentanze dei giornalisti, degli avvocati e associazioni per i diritti. Il disagio per i prezzi e il potere d’acquisto si è intrecciato alle richieste politiche e di tutela dei diritti fondamentali. [13]

Albania, Canada e Stati Uniti: proteste con obiettivi differenti. In Albania, Paese europeo non appartenente all’UE, il movimento studentesco e antigovernativo ha contestato corruzione e mancanza di lavoro. A Montréal, in Canada, si è manifestato in solidarietà con gli studenti francesi e contro le violenze di polizia. Negli Stati Uniti, gli appuntamenti “No Kings” hanno avuto soprattutto obiettivi politici ed elettorali, compreso l’invito al voto anticipato per le elezioni di metà mandato. [14-16]

Il quadro verificato mostra dunque mobilitazioni contro il carovita in più Paesi e altre proteste sociali e politiche nella stessa giornata. Non consente, invece, di descrivere il 17 ottobre come un’unica manifestazione mondiale coordinata. Il punto di incontro tra molte delle piattaforme resta concreto: quanto del reddito rimane alle persone dopo aver pagato casa, alimentazione, energia e servizi essenziali.

04

Carovita, le scelte del Governo e il conto delle famiglie

Responsabilità politiche e proposte

Le rivendicazioni delle piazze chiamano in causa anche il Governo. I prezzi risentono degli shock energetici e delle tensioni internazionali, ma le decisioni su IVA, accise e imposte sui redditi incidono direttamente sul bilancio delle famiglie. Per valutarne la responsabilità occorre distinguere gli aumenti fiscali deliberati, la scadenza delle agevolazioni e le misure di sostegno.

Il problema resta il potere d’acquisto: nel Rapporto annuale 2026, l’ISTAT rileva che alla fine del 2025 le retribuzioni contrattuali reali erano ancora inferiori dell’8,6% rispetto a gennaio 2019. Il confronto riguarda un periodo che attraversa più governi e misura le retribuzioni contrattuali, non l’intero reddito disponibile delle famiglie. È però il contesto nel quale ogni aggravio va giudicato. [29]

Gli interventi a sostegno dei redditi

Cuneo fiscale, IRPEF e aiuti alle bollette

Il Governo ha adottato anche misure per alleggerire il conto delle famiglie. La legge di bilancio 2025 ha reso strutturale il nuovo sostegno fiscale ai lavoratori dipendenti, articolato in somme aggiuntive e detrazioni secondo reddito e requisiti. Non è quindi corretto descrivere l’azione pubblica come inesistente. La conferma di un beneficio già presente, però, non equivale per tutti a un nuovo aumento del netto rispetto all’anno precedente. [37]

Dal 2026 l’IRPEF scende dal 35 al 33% sullo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro. Il risparmio lordo massimo su questa fascia è di 440 euro annui; su un imponibile di 40.000 euro, la sola riduzione di aliquota vale 240 euro annui. Sono calcoli sull’imposta lorda, a parità delle altre condizioni: chi non raggiunge lo scaglione non beneficia di questa specifica riduzione. [35] [38]

Per le bollette elettriche, il decreto-legge 21/2026 ha previsto un contributo straordinario di 115 euro per i clienti domestici titolari del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026, aggiuntivo rispetto al bonus ordinario. È un aiuto mirato e straordinario, non uno sconto generalizzato su tutte le utenze. ARERA ne ha definito le modalità operative. [39]

Questi interventi vanno valutati insieme agli aggravi: occorre misurare il saldo per ciascun tipo di famiglia, distinguendo sostegni permanenti e temporanei, beneficiari ed esclusi. L’esistenza degli aiuti non ne dimostra automaticamente la sufficienza; le difficoltà economiche non dimostrano che gli aiuti siano assenti.

I numeri a colpo d’occhio

Quattro confronti per leggere gli aggravi, gli sgravi fiscali e il contesto dei redditi. Periodi e unità sono diversi: i valori non vanno sommati.

01 · IVA su alcuni beni essenzialiAliquote percentuali · confronto 2023–2024
20232024
Pannolini, prodotti per l’igiene femminile e alimenti per l’infanzia interessati dalla norma
2023
5%
2024
10%
Seggiolini per bambini in automobile
2023
5%
2024
22%
0%5%10%15%20%25%

Scala comune da 0 a 25%. Sono aliquote IVA, non percentuali di rincaro del prezzo al consumatore. Fonte: legge di bilancio 2024, documentazione Camera. [31]

02 · Accise: diesel e benzina in direzioni opposteVariazione ordinaria dal 1° gennaio 2026 · centesimi per litro, IVA esclusa
Benzina
−4,05
Diesel
+4,05
−4,050+4,05
Diesel: circa +2,47 € su 50 litriEffetto teorico della sola variazione fiscale, IVA al 22% inclusa, a parità delle altre componenti e con pieno trasferimento al prezzo.

Il grafico rappresenta il riallineamento ordinario. I tagli temporanei del 2026 modificano il prelievo nei rispettivi periodi: non è il confronto dei prezzi effettivi alla pompa di oggi. Fonti: Normattiva e Camera. [32] [33]

03 · IRPEF: la riduzione sul secondo scaglioneAliquota sul solo imponibile fra 28.000 e 50.000 euro · confronto 2025–2026
2025
35%
2026
33%
0%8%16%24%32%40%
−2 punti percentuali di aliquotaSu 40.000 € di imponibile: 12.000 × 2% = 240 € annui di minore imposta lorda. Beneficio massimo sullo scaglione: 22.000 × 2% = 440 € annui.

Scala da 0 a 40%. La riduzione riguarda il solo secondo scaglione, non tutto il reddito. Esempi a parità delle altre condizioni; il vantaggio effettivo dipende dalla situazione fiscale. Fonti: TUIR e Ministero del Lavoro. [35] [38]

04 · Il potere d’acquisto ancora da recuperareRetribuzioni contrattuali reali · indice gennaio 2019 = 100
Gen. 2019
100
Fine 2025
91,4
020406080100
−8,6% rispetto a gennaio 2019Un divario che attraversa più governi e non misura, da solo, il reddito disponibile delle famiglie.

Confronto tra due date, non andamento annuale. Indice finale calcolato come 100 × (1 − 0,086) sulla variazione riportata dall’ISTAT. Fonte: Rapporto annuale 2026, capitolo 1. [29]

Gas e beni essenziali: le maggiori aliquote dal 2024

Dal gennaio 2024 è terminata l’IVA agevolata al 5% sul gas, applicata per tutto il 2023, con il ritorno alle aliquote ordinarie. La mancata proroga ha aumentato il prelievo rispetto al regime agevolato: è una componente fiscale distinta dall’andamento della materia prima. Non significa che ogni bolletta sia aumentata nella stessa misura, perché consumi, contratti e altre componenti possono variare. [30]

La legge di bilancio 2024 ha inoltre riportato dal 5 al 10% l’IVA su pannolini, prodotti assorbenti e altri prodotti per l’igiene intima femminile indicati dalla norma, latte e preparazioni alimentari per l’infanzia interessati dall’agevolazione. Per i seggiolini per bambini in automobile l’aliquota è passata dal 5 al 22%. La riduzione al 5% era stata introdotta per il 2023: va riconosciuta, così come va segnalato il successivo aumento. L’effetto sul prezzo finale dipende anche dalle scelte dei venditori. [31]

Carburanti: aumento ordinario sul diesel e riduzioni temporanee

Dal 1° gennaio 2026 il riallineamento delle accise ha previsto un aumento ordinario di 4,05 centesimi al litro sul gasolio e una riduzione equivalente sulla benzina. Considerando l’IVA al 22%, la sola variazione fiscale sul diesel equivale a circa 2,47 euro per 50 litri, a parità di tutte le altre componenti e con pieno trasferimento al prezzo. È un aggravio attribuibile alla scelta fiscale, non una misura del rincaro complessivo alla pompa. [32]

Nel corso del 2026 sono stati disposti anche tagli temporanei delle accise, ricostruiti dalla documentazione parlamentare. Questi interventi devono entrare nel bilancio delle misure governative per i rispettivi periodi di applicazione: l’aliquota ordinaria, da sola, non descrive il prelievo effettivo in ogni giornata. [33]

Redditi: drenaggio fiscale e sgravi da considerare insieme

Il drenaggio fiscale si verifica quando l’inflazione spinge verso l’alto i redditi nominali mentre i parametri dell’imposta non si adeguano: si può pagare proporzionalmente di più senza un corrispondente miglioramento del potere d’acquisto. L’Ufficio parlamentare di bilancio analizza questo meccanismo e i suoi effetti distributivi. Non ogni aumento del gettito equivale quindi a una nuova aliquota deliberata, ma anche la scelta di non indicizzare ha conseguenze. [34]

Vanno conteggiati anche gli alleggerimenti: dal 2026 l’aliquota IRPEF sullo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro è scesa dal 35 al 33%. [35] Nell’audizione sul disegno di legge di bilancio 2026, l’UPB stimava che l’insieme delle riforme considerate per il 2021–2026 compensasse più che interamente il drenaggio per determinate fasce di lavoratori dipendenti, mentre la compensazione risultava parziale per altre fasce e categorie. Si tratta di una valutazione sul disegno di legge, da distinguere dal consuntivo degli effetti effettivamente realizzati. [36]

La proposta: rendere visibile il saldo per le famiglie

Al Governo va chiesto un rendiconto pubblico per fasce di reddito e composizione familiare, che confronti maggiori imposte, agevolazioni scadute e sgravi ricevuti. Su questa base vanno valutati sostegni mirati ai nuclei più esposti e un adeguamento dei parametri fiscali all’inflazione, indicando coperture e beneficiari. La critica politica è concreta quando mostra chi paga di più, chi riceve un aiuto e quanto resta da recuperare, senza attribuire all’esecutivo ogni rincaro né cancellare gli effetti delle sue decisioni.

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05

Sicurezza cittadina, prevenzione e risposte sociali

Analisi e proposte

La sicurezza riguarda la vita quotidiana: attraversare una piazza, aprire un negozio, prendere un treno e partecipare a una manifestazione senza subire minacce. Proteggere questi spazi significa sostenere le forze dell’ordine con personale adeguato, formazione, mezzi di protezione e direttive chiare, affinché possano intervenire con efficacia e proporzione, nel rispetto della legge.

Chi aggredisce, saccheggia o distrugge deve essere individuato e rispondere delle proprie azioni. Accertamenti rigorosi e procedimenti tempestivi devono distinguere le responsabilità personali dalla partecipazione pacifica ai cortei, tutelando cittadini, esercenti, manifestanti e agenti.

Prevenzione e contrasto delle violenze

Ordine pubblico: poteri, personale e risultati

Il Governo è intervenuto anche sul contrasto agli scontri violenti. Il decreto-legge 23/2026, convertito nella legge 54/2026, ha rafforzato strumenti di prevenzione e controllo durante le manifestazioni. L’adozione delle norme va riconosciuta; la loro efficacia deve essere verificata sul campo.

Controlli e accompagnamento: che cosa prevede l’articolo 7

La norma amplia i riferimenti ai servizi durante le manifestazioni per le perquisizioni sul posto finalizzate alla ricerca di armi, esplosivi e strumenti atti ad offendere, nei presupposti stabiliti dalla legge. In specifiche operazioni di ordine pubblico, in presenza di un pericolo attuale e di elementi di fatto concreti, consente inoltre di accompagnare negli uffici persone per le quali vi sia fondato motivo di ritenere che possano mettere in pericolo il pacifico svolgimento della manifestazione.

Il trattenimento dura il tempo strettamente necessario agli accertamenti e comunque non oltre dodici ore. Occorre dare immediata notizia al pubblico ministero, che dispone il rilascio se mancano le condizioni previste. Non è un potere generalizzato di trattenere chi manifesta: condizioni e controlli sono parte della misura. [40]

Personale: il 12 gennaio 2026 il Viminale ha annunciato l’entrata in servizio nel mese di 3.500 nuovi poliziotti. È un intervento di reclutamento da riportare, distinto dal saldo effettivo degli organici. Per conoscere il rafforzamento disponibile nei territori e nei reparti mobili servono anche pensionamenti, altre cessazioni, tempi di formazione e assegnazioni: il numero degli ingressi, da solo, non misura l’incremento netto. [41]

Per giudicare la risposta agli scontri occorre confrontare risorse impiegate e risultati: episodi prevenuti, responsabili identificati, feriti, danni e tutela delle manifestazioni pacifiche. La presenza di nuovi disordini non dimostra da sola che lo Stato sia rimasto inattivo, così come l’approvazione di una norma non dimostra da sola che il problema sia risolto.

Il nodo politico · Decreto sicurezza

Più compiti: con quali uomini e risorse?

Il decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito dalla legge 24 aprile 2026, n. 54, contiene anche misure per la sicurezza urbana. L’articolo 6 incrementa di 29 milioni di euro il relativo Fondo per il 2026 e consente di impiegarne le risorse anche per gli straordinari della polizia locale. È quindi necessario riconoscere gli interventi previsti e valutarne adeguatezza e continuità. [23]

Le contestazioni sindacali riguardano l’adeguatezza delle risorse rispetto ai compiti assegnati. Nella posizione pubblicata il 29 marzo, il segretario generale del SILP CGIL, Pietro Colapietro, ha contestato l’insufficienza del sostegno operativo al personale, chiedendo assunzioni stabili su più anni, formazione, tecnologie, mezzi e dotazioni individuali. È una valutazione sindacale, da attribuire a chi la esprime. [24]

Sul distinto piano della polizia locale, il 24 aprile il sindaco di Bari e delegato ANCI alla sicurezza urbana, Vito Leccese, ha giudicato positivo l’incremento dei fondi ma insufficiente e non strutturale. ANCI ha chiesto un piano pluriennale per coprire una carenza stimata di 11.400 operatori: una stima riferita alla polizia locale, da non confondere con gli organici della Polizia di Stato. [25]

Le posizioni delle rappresentanze non sono uniformi: il COISP ha espresso valutazioni favorevoli su diverse misure del provvedimento, comprese quelle relative a concorsi, carriere e tutela degli operatori. Non sarebbe dunque preciso sostenere che tutte le richieste della polizia siano state ignorate. [26]

La proposta editoriale è chiedere al Governo un rendiconto pubblico del rafforzamento effettivo: ingressi al netto dei pensionamenti, personale assegnato ai territori, risorse permanenti, dotazioni consegnate e formazione svolta. Il sostegno agli agenti deve poter essere verificato nelle condizioni in cui lavorano e nella protezione offerta ai cittadini.

Infiltrazioni, estremismi e fondamentalismo: che cosa accertare

Occorre accertare eventuali infiltrazioni di gruppi organizzati che utilizzino le mobilitazioni per provocare scontri, colpire attività commerciali o reclutare persone. Definire qualcuno “infiltrato” richiede riscontri: chi agisce, con quali collegamenti, con quali obiettivi e con quali eventuali finanziamenti.

Anche l’eventuale coinvolgimento di reti legate al fondamentalismo islamista va affrontato sul terreno delle prove, come quello di altre formazioni estremiste violente. In assenza di riscontri investigativi specifici, non è corretto attribuire a tali reti la regia degli episodi descritti. La fede musulmana non costituisce di per sé un indice di radicalizzazione o di responsabilità per la violenza: vanno individuate condotte e organizzazioni concrete.

La ricostruzione deve inoltre distinguere i disordini da un’insurrezione organizzata: una regia comune e un obiettivo insurrezionale richiedono elementi che li dimostrino. La precisione delle attribuzioni aiuta a concentrare la prevenzione sui responsabili effettivi.

Presenze e controlli · Quanto è già stato fatto

Il sistema esiste: verificarne efficacia e risultati

Il Ministero dell’Interno, nella Relazione sulla performance 2025, documenta che il Sistema Unico Asilo (SUA) è operativo dal 9 aprile 2025, in sostituzione del Sistema Gestione Accoglienza. A fine anno tutte le 106 Prefetture-UTG avevano ricevuto supporto per utilizzarlo. [27]

Il contributo della Prefettura al Rapporto 2024 dell’Osservatorio interistituzionale di Torino descrive il SUA come strumento per le procedure di protezione internazionale e Dublino, il censimento dei richiedenti asilo accolti nei centri di competenza delle prefetture e le domande di rimpatrio. Non si parte quindi da un’assenza di registrazione. [28]

Visite, contestazioni e criticità documentate

Per il 2025 il Ministero rendiconta 1.415 visite di monitoraggio, 1.829 contestazioni agli enti gestori, comprese quelle da remoto, e 773.717,01 euro di penali. La piattaforma SMAcc supporta il monitoraggio dell’accoglienza. Sono verifiche sulla gestione e sui servizi dei centri, da distinguere dai controlli di polizia sulle singole persone. [27]

Per il SAI risultano 810 visite, di cui 446 in loco e 364 da remoto. In un approfondimento su 130 progetti, circa il 42% del campione necessitava di allineamento qualitativo, con criticità anche nella formazione e nell’accompagnamento al lavoro. Il risultato riguarda quel campione di progetti SAI, non tutti i centri né i soli CAS. [27]

La proposta è valutare e rendere più leggibili i risultati degli strumenti esistenti: completezza e tempestività delle registrazioni, strutture effettivamente visitate, irregolarità risolte dopo le contestazioni e risultati dei percorsi di autonomia. L’esistenza delle banche dati non dimostra, da sola, che ogni informazione sia aggiornata; la mancanza di un dettaglio nel cruscotto pubblico non dimostra che l’amministrazione non lo possieda.

Residenti, persone accolte e disoccupati restano conteggi diversi, da confrontare senza duplicazioni e con periodi omogenei. La trasparenza pubblica deve utilizzare dati aggregati; le informazioni personali devono restare accessibili agli uffici autorizzati secondo le rispettive competenze. I controlli di sicurezza devono basarsi su condotte e riscontri individuali: cittadinanza, religione, disoccupazione e permanenza in un CAS non provano di per sé pericolosità.

Dalla responsabilità alla riparazione

Chi distrugge deve riparare. E se non ha denaro?

Una condanna non ricostruisce da sola una vetrina e non restituisce automaticamente quanto perso da un esercente. Se mancano risorse recuperabili, il risarcimento può rimanere insoddisfatto. La proposta è affiancare alla risposta penale ristoro tempestivo alle vittime, recupero delle somme e percorsi di lavoro e riparazione concretamente praticabili.

Le cinque misure che seguono costituiscono una proposta editoriale: richiedono coperture, regole applicative e, dove necessario, interventi legislativi. Non descrivono un diritto generalizzato al rimborso già previsto.

1 · Anticipare il ristoro dei danni documentati

Istituire un fondo, con una dotazione definita, per anticipare parte delle spese urgenti necessarie a riaprire attività e ripristinare abitazioni o beni essenziali danneggiati. Prevedere verifiche, massimali, priorità per i soggetti più esposti ed esclusione dei doppi rimborsi assicurativi. Disciplinare espressamente il successivo recupero verso i responsabili, dopo l’accertamento delle responsabilità.

2 · Rendere effettivo il recupero verso chi deve pagare

Affiancare alle vittime assistenza per ottenere e far valere il titolo risarcitorio. Prevedere, per le somme anticipate dal fondo, procedure di recupero e piani di pagamento commisurati alle risorse disponibili, nel rispetto della prescrizione, delle garanzie e dei limiti di pignorabilità. Distinguere l’effettiva impossibilità di pagare dalle condotte di occultamento patrimoniale da accertare. La rateizzazione non garantisce il recupero se il debitore rimane privo di risorse.

3 · Attivare percorsi di riparazione a favore della collettività

Nei casi consentiti e con le condizioni richieste dalla legge, sviluppare percorsi disposti dall’autorità giudiziaria per pulizia, manutenzione e recupero degli spazi danneggiati. Servono enti convenzionati, supervisione, formazione, assicurazione e sicurezza. I lavori di pubblica utilità e i programmi di messa alla prova esistono già, ma non sono applicabili automaticamente a ogni reato o a ogni persona denunciata. [42]

L’attività a favore della collettività e il pagamento alla vittima sono piani distinti: un numero di ore svolte non cancella automaticamente il debito monetario. Un’eventuale riparazione diretta va valutata e regolata nel caso concreto.

4 · Collegare lavoro, formazione e risarcimento

Ampliare le opportunità di lavoro durante e dopo la pena e valutare una disciplina che destini una quota della remunerazione al risarcimento, con criteri trasparenti e salvaguardia delle necessità essenziali e degli obblighi familiari. È un percorso di responsabilizzazione da organizzare e finanziare, non la conversione automatica dell’insolvenza in lavoro coatto.

Il lavoro penitenziario italiano è remunerato e orientato al reinserimento. La Costituzione impone pene rispettose dell’umanità e con finalità rieducativa. La Convenzione europea vieta il lavoro forzato, distinguendolo dal lavoro normalmente richiesto nell’ambito di una detenzione legittima: questa eccezione non autorizza qualsiasi forma di sfruttamento. [43] [44] [45]

5 · Pubblicare i risultati e i tempi di ristoro

Rendere disponibili ogni anno dati aggregati su domande accolte, tempi di pagamento, somme anticipate e recuperate, percorsi avviati e attività effettivamente completate. La verifica deve riguardare sia la responsabilizzazione degli autori sia la riparazione ottenuta dalle vittime.

Chi distrugge deve rispondere del danno; chi lo subisce non può essere lasciato ad aspettare un risarcimento che potrebbe non arrivare.

Una proposta operativa

Tre impegni da rendere verificabili

1 · Proteggere il territorio. Rafforzare il coordinamento tra autorità, organizzatori e rappresentanze delle attività economiche, predisponendo percorsi, protezione dei luoghi esposti e canali di comunicazione durante i cortei.

2 · Accertare le responsabilità e assistere chi subisce danni. Potenziare l’attività investigativa sui promotori delle violenze e sugli eventuali collegamenti organizzativi; offrire assistenza nelle segnalazioni e valutare strumenti di ristoro con criteri trasparenti.

3 · Rispondere al disagio con scadenze pubbliche. Aprire un confronto tra istituzioni e parti sociali su reddito disponibile, rinnovi contrattuali, affitti e servizi essenziali. A ogni impegno dovrebbero corrispondere risorse, un responsabile e una data di verifica.

La tensione può diminuire quando lo Stato rende visibili insieme la capacità di far rispettare la legge e quella di affrontare i problemi che alimentano il disagio. La fermezza acquista credibilità attraverso decisioni comprensibili e risultati verificabili.

Documenti e riferimenti

Le fonti

Fonti sindacali per le rivendicazioni; agenzie e cronache per gli eventi; documenti normativi e dati ISTAT, ARERA e UPB per le scelte fiscali e il potere d’acquisto. Collegamenti cliccabili. Consultazione: 18 ottobre 2026.

[1] CGIL Liguria, La Via Maestra - 17 ottobre 2026 ↗ [2] CGT, sostegno alle mobilitazioni del 17 ottobre - 16 ottobre 2026 ↗ [3] Confederação Geral dos Trabalhadores Portugueses – Intersindical Nacional (CGTP-IN), intervento del segretario generale – 17 ottobre 2026 ↗ [4] ANSA, La Via Maestra a Roma e corteo a Milano - 17 ottobre 2026 ↗ [5] Sky TG24, manifestazioni a Milano, Torino e Bologna - 17 ottobre 2026 ↗ [6] ANSA, immagini degli incidenti a Torino - 17 ottobre 2026 ↗ [7] CGT Spectacle / SNJ-CGT, appello del 17 ottobre - 15 ottobre 2026 ↗ [8] TV5MONDE, saccheggi nelle città francesi - 17 ottobre 2026 ↗ [9] Le Monde, manifestazione e disordini a Rennes - 18 ottobre 2026 ↗ [10] Reuters, corteo a Lisbona per casa e costo della vita - 17 ottobre 2026 ↗ [11] STAL, piattaforma della manifestazione nazionale portoghese ↗ [12] Reuters, proteste e scontri a Bruxelles - 17 ottobre 2026 ↗ [13] TV5MONDE, corteo a Tunisi contro carovita e per le libertà - 17 ottobre 2026 ↗ [14] Reuters, proteste studentesche in Albania - 17 ottobre 2026 ↗ [15] L’actualité, solidarietà agli studenti francesi a Montréal ↗ [16] Reuters, No Kings e voto anticipato negli Stati Uniti - 17 ottobre 2026 ↗ [17] ANSA, incursioni nelle scuole di Torino e arresto di un diciassettenne – 15 ottobre 2026 ↗[18] RaiNews, No Meloni Day, mobilitazioni per scuola e clima e scontri a Torino – 16 ottobre 2026 ↗[19] la Repubblica, assalto al Peano e chiusura dell’istituto – 14 ottobre 2026 ↗[20] Polizia Locale di Lecce, avviso sulla manifestazione studentesca del 16 ottobre 2026 ↗[21] Polizia Locale di Lecce, avviso sul corteo “Italia in Piazza” del 17 ottobre 2026 ↗[22] Newsimedia / RadioOk, Davide Tommasi, resoconto della manifestazione studentesca a Lecce – 16 ottobre 2026 ↗[23] Gazzetta Ufficiale, D.L. 23/2026 coordinato con la legge 54/2026, in particolare articolo 6 ↗[24] SILP CGIL, posizione sul decreto sicurezza e richieste per il personale – 29 marzo 2026 ↗[25] ANCI, Vito Leccese: risorse e piano stabile per gli organici della polizia locale – 24 aprile 2026 ↗[26] COISP, analisi e aggiornamenti sul decreto sicurezza 2026 ↗[27] Ministero dell’Interno, Relazione sulla performance 2025, pp. 51–55: SUA, monitoraggi e risultati dei controlli ↗[28] Osservatorio interistituzionale di Torino, Rapporto 2024, contributo Prefettura, p. 103: funzioni del SUA ↗[29] ISTAT, Rapporto annuale 2026, capitolo 1: retribuzioni e potere d’acquisto ↗[30] ARERA, 3 gennaio 2024: fine dell’IVA agevolata sul gas ↗[31] Camera dei deputati, legge di bilancio 2024, articolo 1, comma 45: IVA su prodotti per infanzia e igiene femminile ↗[32] Normattiva, note all’articolo 3 del d.lgs. 43/2025: riallineamento delle accise dal 2026 ↗[33] Camera dei deputati, dossier D26162: interventi temporanei sulle accise dei carburanti nel 2026 ↗[34] Ufficio parlamentare di bilancio, Nota di lavoro 1/2026: drenaggio fiscale ↗[35] Normattiva, TUIR, articolo 11 vigente dal 1° gennaio 2026: aliquote IRPEF ↗[36] Ufficio parlamentare di bilancio, audizione sul disegno di legge di bilancio 2026: valutazioni distributive ↗[37] Ministero del Lavoro, legge di bilancio 2025: cuneo fiscale e misure per lavoratori e famiglie ↗[38] Ministero del Lavoro, legge di bilancio 2026: riduzione IRPEF e principali misure ↗[39] ARERA, 19 marzo 2026: contributo straordinario di 115 euro per i titolari del bonus sociale elettrico ↗[40] Gazzetta Ufficiale, articolo 7 del D.L. 23/2026 convertito: controlli e accompagnamento durante le manifestazioni ↗[41] Ministero dell’Interno, 12 gennaio 2026: annuncio dell’entrata in servizio di 3.500 poliziotti ↗[42] Ministero della Giustizia, lavoro di pubblica utilità: ambiti e condizioni di applicazione ↗[43] INAPP, legge 354/1975, articolo 20: lavoro penitenziario remunerato e reinserimento ↗[44] Senato della Repubblica, Costituzione, articolo 27: responsabilità e finalità della pena ↗[45] Convenzione europea dei diritti dell’uomo, articolo 4: lavoro forzato e lavoro durante la detenzione ↗

Nota sulle immagini. Tutte le immagini sono state generate con intelligenza artificiale per ZEMA News. Sono ricostruzioni illustrative, non documenti fotografici, e non riproducono esattamente persone, azioni o luoghi degli eventi narrati.

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