Mercoledì, 14 Ottobre 2026

Assumere nel 2026 conviene


Con il Decreto 1° maggio l'esonero contributivo arriva fino a 800 euro al mese: ecco le tre categorie agevolate e i requisiti da rispettare


Assumere nel 2026 conviene

 

Il 2026 si apre con una buona notizia per imprese e lavoratori. Con il cosiddetto "Decreto Lavoro" (D.L. n. 62/2026) e le recenti circolari INPS, lo Stato mette sul piatto incentivi concreti per chi decide di puntare sull'occupazione stabile. Non sconti da pochi euro, ma un esonero totale dei contributi fino a 650 euro al mese per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato.

Se gestite un'azienda o state cercando lavoro, vale la pena capire come funziona. Lo facciamo insieme, senza troppi tecnicismi.

L'obiettivo: più posti di lavoro veri
La regola d'oro è una sola: gli incentivi servono a creare occupazione stabile. Per questo riguardano solo le assunzioni a tempo indeterminato fatte nel corso del 2026. Escluse, invece, le forme di lavoro temporanee: tempo determinato, apprendistato, lavoro domestico o intermittente. L'idea è premiare chi investe sul lungo periodo.

Tre categorie, tre opportunità
Il decreto individua tre fasce di lavoratori che possono essere assunti con l'agevolazione. Ecco la situazione in sintesi.

1. Giovani under 35 (Bonus Giovani)
Possono entrare in questa categoria i ragazzi che, al momento dell'assunzione, non hanno ancora compiuto 35 anni e si trovano in condizioni di difficoltà occupazionale (per esempio disoccupati da tempo o appartenenti a categorie "svantaggiate" secondo i parametri europei).

- Incentivo: esonero del 100% dei contributi
- Importo: fino a 500 euro al mese (650 euro se la sede di lavoro è nel Mezzogiorno)
- Durata: fino a 24 mesi

2. Donne svantaggiate
Rientrano qui le lavoratrici senza un impiego stabile da almeno 24 mesi, oppure senza lavoro da 12 mesi ma appartenenti a categorie particolari (ad esempio settori con forte disparità di genere o specifiche condizioni familiari).

- Incentivo: esonero del 100% dei contributi
- Importo: fino a 650 euro al mese (800 euro se la lavoratrice risiede in un'area ZES, le Zone Economiche Speciali)
- Durata: fino a 24 mesi

3. Over 35 disoccupati (Bonus ZES)
Questa misura è dedicata al Mezzogiorno. Riguarda lavoratori di almeno 35 anni disoccupati da 24 mesi. Attenzione: l'incentivo è riservato alle piccole imprese con massimo 10 dipendenti al momento dell'assunzione. I nuovi assunti con questo bonus non contano nel limite dei 10 dipendenti.
- Incentivo: esonero del 100% dei contributi
- Importo: fino a 650 euro al mese

Cosa serve per ottenere il beneficio
Gli incentivi non arrivano automatici. L'azienda deve rispettare alcuni requisiti fondamentali:

- Essere in regola con i pagamenti dei contributi (il cosiddetto DURC in positivo)
- Applicare correttamente il contratto collettivo di categoria (CCNL)
- Pagare retribuzioni adeguate, in linea con il "salario giusto"
- Non aver effettuato licenziamenti per motivi economici nei 6 mesi precedenti all'assunzione (e non farne nei 6 mesi successivi)
- Dimostrare che l'assunzione comporti un incremento reale del numero dei dipendenti rispetto all'anno precedente

In pratica: lo Stato aiuta chi assume, ma pretende che l'assunzione sia un atto serio e non una scappatoia per abbassare i costi.

Come si fa la domanda
La richiesta va presentata all'INPS in modalità telematica. Una volta inviata la domanda, l'Istituto verifica se ci sono ancora risorse disponibili e autorizza l'importo spettante. Da quel momento l'azienda ha 10 giorni di tempo per effettuare l'assunzione. Se si supera questo limite, il beneficio si perde e bisogna ripartire da capo con una nuova domanda.

Un'occasione da non lasciare sul tavolo
In un momento in cui trovare personale qualificato e sostenere i costi del lavoro resta una sfida, il Decreto Lavoro 2026 offre un margine di respiro concreto. Soprattutto per le piccole imprese del Sud, dove gli incentivi sono più generosi, può rappresentare la spinta giusta per crescere.

Focus tecnico: cosa si intende per "lungo periodo"?
A differenza delle altre misure, per gli under 35 la norma si aggancia ai criteri europei di "lavoratore svantaggiato" (Circolare INPS n. 55/2026). Il requisito dei mesi è così quantificato:

- Svantaggiati (esonero fino a 12 mesi): giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
- Molto svantaggiati (esonero fino a 24 mesi): giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

Nota operativa: per "assenza di impiego regolarmente retribuito" si intende che nei mesi indicati il giovane non deve aver avuto contratti subordinati superiori a 6 mesi o attività autonome con redditi sopra la no-tax area.

Tutti i riferimenti normativi:
- Circolare INPS n. 55 del 14 maggio 2026 (testo attuativo nazionale).
- Articolo 2, punti 4 e 5 del Regolamento (UE) n. 651/2014 (è la norma comunitaria che quantifica i 6 e i 24 mesi).
- Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2017 (recepisce i criteri UE e spiega come calcolare i mesi di assenza di reddito).

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