LEQUILE – 3 settembre 2026. Dopo la fase più critica dell’incendio che il 29 agosto ha interessato il territorio di Lequile e si è successivamente propagato all’impianto di gestione dei rifiuti nei pressi della strada statale 101, l’attenzione si concentra ora sui risultati del monitoraggio ambientale e sanitario.
Il Centro Coordinamento Soccorsi, attivato dalla Prefettura di Lecce, continua a seguire l’evoluzione della situazione con il coinvolgimento di ARPA Puglia, ASL Lecce, Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, Provincia e Comuni interessati.
Qualità dell’aria: il quadro è in evoluzione
I monitoraggi effettuati da ARPA Puglia hanno consentito di seguire l’andamento degli inquinanti durante e dopo l’incendio.
Nelle fasi più intense dell’evento e nelle aree maggiormente interessate dalla dispersione dei fumi sono state registrate concentrazioni più elevate di particolato. Successivamente i valori hanno mostrato una progressiva diminuzione.
Nella valutazione dell’andamento di PM10 e PM2,5 deve essere considerata anche la presenza, negli stessi giorni, di un fenomeno di trasporto di polveri sahariane.
Il monitoraggio, tuttavia, non può ancora considerarsi concluso.
Diossine e microinquinanti: si attendono le analisi
Particolare attenzione resta rivolta ai microinquinanti organici, comprese le diossine.
Per approfondire questo aspetto sono stati effettuati specifici campionamenti e le analisi di laboratorio sono ancora in corso.
Sarà quindi necessario attendere i risultati analitici prima di formulare valutazioni definitive sull’eventuale presenza e sulle concentrazioni di questi contaminanti.
ASL: controlli sulla filiera alimentare
Parallelamente alle verifiche ambientali prosegue l’attività di prevenzione sanitaria.
I controlli riguardano anche le attività produttive situate nell’area interessata dall’evento, con particolare attenzione alle aziende agricole, agli allevamenti, alle produzioni alimentari e agli stabilimenti lattiero-caseari.
L’obiettivo è verificare l’eventuale ricaduta degli effetti dell’incendio sulle produzioni di origine animale e vegetale e disporre di dati analitici sui quali fondare le successive determinazioni delle autorità sanitarie.
Acqua e pozzi sotto osservazione
Uno degli aspetti maggiormente sentiti dalla popolazione riguarda l’acqua.
Fin dalle prime riunioni del Centro Coordinamento Soccorsi, ASL Lecce ha indicato, in via precauzionale e in attesa degli esiti delle analisi, di evitare l’utilizzo dell’acqua dei pozzi nei territori interessati dall’evento.
Le verifiche comprendono anche le fonti idriche individuate dagli organismi competenti.
La raccomandazione precauzionale resta pertanto distinta dall’esito delle analisi: saranno i risultati dei campionamenti a consentire una valutazione definitiva.
Le misure precauzionali
In attesa dei risultati, le autorità sanitarie hanno indicato una serie di misure di cautela.
Tra queste rientrano il mancato consumo degli ortaggi provenienti dalle zone interessate e la sospensione, nella fascia individuata dalle autorità, della commercializzazione e del consumo di latte, uova e altri prodotti di origine animale e vegetale, oltre alle limitazioni relative al pascolo e all’utilizzo del foraggio a campo aperto.
Il Comune di Lequile ha recepito le indicazioni sanitarie attraverso un provvedimento sindacale adottato in via precauzionale.
Dall’emergenza alla verifica degli effetti
La fase successiva all’incendio assume quindi un’importanza determinante.
Spegnere le fiamme rappresenta infatti soltanto il primo passaggio. Occorre ora verificare, attraverso dati analitici, quale sia stata l’effettiva ricaduta dell’incendio sull’aria, sul terreno, sull’acqua e sulla catena alimentare.
La Prefettura di Lecce ha convocato per venerdì 4 settembre una nuova riunione del Centro Coordinamento Soccorsi finalizzata alla condivisione completa degli esiti delle analisi condotte da ARPA Puglia.
Saranno questi risultati a consentire di aggiornare il quadro delle misure precauzionali e di comprendere quali ulteriori interventi saranno eventualmente necessari.
