Giovedì, 17 Settembre 2026

Allarme incendi nel Salento


Giornata di forte allerta nel Salento per due distinti incendi verificatisi il 29 agosto, a Lequile e a Vanze, frazione di Vernole.


Allarme incendi nel Salento

A Lequile un vasto incendio ha interessato l’area dell’Ecocentro, coinvolgendo anche la zona boscata e la pineta adiacente. Le fiamme hanno sprigionato una consistente colonna di fumo nero, visibile a distanza e sospinta dalle correnti verso diverse aree limitrofe.

L’evento ha richiesto un importante dispiegamento di mezzi e uomini dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile, mentre la Prefettura ha attivato il coordinamento degli interventi.

Sul posto sono intervenuti anche i tecnici di ARPA Puglia, incaricati di effettuare controlli e campionamenti sulla qualità dell’aria per verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti derivanti dalla combustione dei materiali coinvolti nell’incendio.

In via precauzionale, nelle aree interessate dalla propagazione dei fumi è stato raccomandato ai cittadini di limitare l’esposizione e di mantenere chiuse porte e finestre in attesa degli esiti dei monitoraggi ambientali.

Le cause dell’incendio sono ancora oggetto di accertamento. Tra le ipotesi considerate vi è anche quella della natura dolosa del rogo, ma saranno le indagini delle forze dell’ordine a chiarire la dinamica e l’origine dell’evento.

Nella stessa giornata un altro incendio si è verificato a Vanze, frazione di Vernole, all’interno di un’abitazione.

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero state provocate accidentalmente da un problema elettrico che ha interessato un computer.

A seguito dell’incendio, sei persone hanno riportato una lieve intossicazione da monossido di carbonio e sono state soccorse. L’immobile interessato dal rogo è stato successivamente dichiarato inagibile.

Il rischio elettrico può permanere anche a dispositivo spento

L’episodio di Vanze richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: un computer o un’altra apparecchiatura elettronica può rappresentare una possibile fonte di innesco non soltanto durante l’utilizzo.

Se il dispositivo rimane collegato alla rete elettrica, infatti, alcuni circuiti possono continuare a essere alimentati anche quando l’apparecchio appare spento o si trova in standby.

Un principio d’incendio può essere provocato da cortocircuiti, surriscaldamento di alimentatori e componenti, contatti difettosi, cavi deteriorati, prese o multiprese sovraccariche e fenomeni di arco elettrico.

Per questo è importante mantenere l’impianto elettrico in buone condizioni, evitare multiprese sovraccariche o collegate in cascata, sostituire cavi e alimentatori danneggiati o che presentino surriscaldamenti anomali e non collocare notebook su letti, divani o superfici che ne ostacolino il raffreddamento.

Per lunghi periodi di inutilizzo può inoltre essere prudente scollegare fisicamente le apparecchiature dalla presa.

Magnetotermico e salvavita: due protezioni differenti

Tra i principali dispositivi di sicurezza dell’impianto elettrico vi è l’interruttore magnetotermico, installato nel quadro elettrico e progettato per interrompere automaticamente l’alimentazione in caso di sovraccarico o cortocircuito.

La protezione termica interviene quando una corrente eccessiva permane per un certo periodo, mentre quella magnetica interviene rapidamente in caso di cortocircuito.

Il magnetotermico non va confuso con l’interruttore differenziale, comunemente definito “salvavita”, che interviene invece in presenza di dispersioni di corrente verso terra. Nei moderni impianti le due funzioni possono essere riunite in un unico dispositivo magnetotermico-differenziale.

La presenza di tali protezioni riduce significativamente il rischio, ma non lo elimina in assoluto: un guasto localizzato all’interno di un componente o di un alimentatore può generare un surriscaldamento senza determinare immediatamente l’intervento della protezione generale.

Rilevazione precoce e presidi antincendio

Un ulteriore livello di protezione è rappresentato dai rilevatori di fumo, in grado di segnalare tempestivamente lo sviluppo di un principio d’incendio.

Negli ambienti in cui siano presenti apparecchi a combustione possono inoltre risultare fondamentali i rilevatori di monossido di carbonio e, nei casi previsti, quelli per il gas combustibile.

Anche la disponibilità di un estintore adeguato può risultare determinante nei primi istanti.

Per apparecchiature elettriche ancora sotto tensione, un estintore a CO₂ presenta il vantaggio di non lasciare residui sui dispositivi elettronici. Un estintore a polvere ABC, invece, è più versatile quando le fiamme abbiano già coinvolto anche mobili, tessuti, plastiche o altri materiali combustibili.

Può essere utile anche una coperta antifiamma, come presidio complementare per soffocare un piccolo focolaio o limitarne la propagazione. In presenza di apparecchiature elettriche è preferibile utilizzarla dopo avere interrotto l’alimentazione, quando ciò sia possibile in sicurezza.

Cosa fare in caso di principio d’incendio

Quando il focolaio è ancora circoscritto, la prima azione consiste, se possibile senza esporsi a pericolo, nell’interrompere l’alimentazione elettrica.

Occorre quindi avvisare immediatamente le persone presenti e chiamare il 115.

L’estintore o la coperta antifiamma devono essere utilizzati soltanto quando l’incendio è ancora limitato, mantenendo sempre libera una via di fuga.

Se il fumo diventa intenso, le fiamme si propagano o il primo tentativo di spegnimento non risulta immediatamente efficace, la priorità deve essere abbandonare l’ambiente.

Il caso di Vanze ricorda infatti che il pericolo non deriva soltanto dalle fiamme. I prodotti della combustione, tra cui il monossido di carbonio, possono determinare rapidamente malessere, perdita di coscienza e conseguenze anche molto gravi.

I due episodi del 29 agosto, pur differenti per dinamica e dimensioni, riportano quindi l’attenzione su due aspetti complementari della sicurezza: da un lato la gestione delle grandi emergenze ambientali e il monitoraggio della qualità dell’aria, dall’altro la prevenzione dei rischi negli ambienti domestici e ricettivi, dove anche un piccolo principio d’incendio può trasformarsi rapidamente in un evento grave.

 

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