Mercoledì, 14 Ottobre 2026

Hollywood e i suoi miti, tra gag e violenza


Una riflessione a partire da Gail Daughtry and the Celebrity Sex Pass, commedia del 2026 diretta da David Wain.


Hollywood e i suoi miti, tra gag e violenza
ZEMA News · Società e cultura

Quando l’omicidio diventa una gag, cosa rimane del limite?

Gail Daughtry and the Celebrity Sex Pass è una commedia americana deliberatamente assurda. Ma proprio l’assurdità apre una domanda che va oltre il film.

Non soltanto quanta violenza venga mostrata, ma che cosa accada prima e dopo: desiderio, impulso, prevenzione, limite, responsabilità e conseguenze.

E se tutto cominciasse da una fantasia che la cultura popolare considera innocua proprio perché dovrebbe restare impossibile?

Il percorso della riflessione
FENOMENO→ FANTASIA→ POSSIBILITÀ→ DESIDERIO→ LIMITE→ VIOLENZA→ GRATIFICAZIONE
Il fenomeno

La fantasia entra nella cultura popolare

Celebrity sex pass, celebrity crush e relazioni parasociali: prima del film c’è un fenomeno culturale.

Il celebrity sex pass non nasce con il film

Il cosiddetto celebrity sex pass, o celebrity hall pass, appartiene da tempo al linguaggio della cultura popolare e al gioco simbolico di alcune coppie: ciascun partner indica una celebrità con la quale, in una situazione puramente ipotetica, sarebbe “consentito” un incontro sessuale.

Il presupposto che rende il gioco apparentemente innocuo è precisamente l’improbabilità dell’incontro. La celebrità è distante, idealizzata, normalmente irraggiungibile. La fantasia può quindi essere condivisa proprio perché si presume che non debba mai misurarsi con la realtà.

PERSONA REALE vita quotidiana
relazione reale
CELEBRITÀ distanza
idealizzazione
fantasia

Un fenomeno più ampio

Il gioco si inserisce in un fenomeno culturale più ampio che comprende celebrity crushes, idealizzazione delle persone famose e relazioni parasociali: forme di coinvolgimento emotivo nelle quali lo spettatore può sviluppare familiarità, interesse o attrazione verso una figura mediatica che, nella maggior parte dei casi, non conosce personalmente.

Questi fenomeni non sono, di per sé, necessariamente patologici. Possono intrecciarsi con immaginazione, identità, appartenenza e cultura mediatica.

Una distinzione importante

Esiste letteratura scientifica sulle relazioni parasociali, sull’attrazione romantica verso le celebrità, sull’idealizzazione e sulle fantasie extradiadiche. È invece molto più difficile parlare di una letteratura scientifica autonoma e consolidata sul celebrity hall pass in quanto tale.

Confondere questi livelli significherebbe attribuire alla ricerca conclusioni più specifiche di quelle che effettivamente può sostenere.

Il film cambia la regola del gioco

Nel film la convenzione funziona finché la celebrità rimane irraggiungibile. Ma la storia cancella progressivamente quella distanza.

La fantasia diventa possibilità. La possibilità diventa obiettivo. E ciò che doveva restare nel territorio dell’immaginazione comincia a produrre azioni reali.

Dal gioco alla realtà

Quando l’impossibile diventa possibile

Gail parte dal Kansas. La fantasia acquista una direzione.

Gail è una parrucchiera del Kansas, immersa in una vita ordinaria, in una relazione e con il matrimonio all’orizzonte.

Con il compagno condivide il gioco del celebrity sex pass: lui sceglie Jennifer Aniston, lei Jon Hamm.

Ciò che dovrebbe restare una fantasia remota entra però nella realtà. Quando il gioco smette di essere soltanto ipotetico, Gail decide di raggiungere Hollywood.

FANTASIA→ POSSIBILITÀ→ DESIDERIO→ VIAGGIO

Dal Kansas verso Oz

Il viaggio richiama deliberatamente l’immaginario del Mago di Oz: si parte dal Kansas, si incontrano nuovi compagni lungo la strada e si procede verso una meta caricata di significati.

L’Oz contemporanea è Hollywood: il luogo della celebrità, dell’immagine e della possibilità che ciò che appariva irraggiungibile possa diventare reale.

Il limite

Quando la gag cambia le regole

Violenza, impulso, prevenzione e conseguenze.

Perché parlare di violenza se è una commedia?

Perché la violenza entra direttamente nel meccanismo comico: sparatorie, accoltellamenti, sangue, morti e aggressioni vengono assorbiti dall’assurdità del racconto.

La rappresentazione volutamente irreale crea distanza. La domanda, però, non riguarda soltanto quanto la violenza sia realistica, ma quale peso narrativo venga attribuito alle sue conseguenze.

Nella realtà un atto violento apre una frattura: esiste una vittima, esistono familiari, responsabilità, indagini e conseguenze giudiziarie, sociali e psicologiche.

Nel mondo della gag tutto questo può essere rapidamente spostato ai margini mentre il viaggio continua.

Prima della violenza c’è anche la prevenzione

Riconoscere l’escalation, l’impulso, la perdita di controllo, l’influenza degli altri e la necessità di fermarsi o chiedere aiuto appartiene alla dimensione della prevenzione.

Se il racconto assorbe rapidamente il “dopo”, anche ciò che avrebbe potuto impedire il “prima” rischia di diventare narrativamente marginale.

Il punto non è stabilire che un film produca automaticamente violenza. La questione riguarda la struttura del racconto e il modo in cui azioni, limiti e conseguenze vengono messi in relazione.

Per una valutazione dei contenuti del film: Common Sense Media ↗.

DESIDERIO  —  IMPULSO  —  AZIONE
╱╲
La soglia

IL LIMITE

Normalmente la violenza apre una frattura e produce conseguenze per la vittima, per chi agisce e per gli altri.

VIOLENZA  →  ?  →  IL RACCONTO CONTINUA
Gli altri

Chi avrebbe potuto dire «fermati»?

Il nuovo gruppo accompagna Gail anche oltre la soglia.

Durante il viaggio si forma intorno a Gail un nuovo gruppo. Persone appena incontrate diventano compagni di strada e amici, mentre i rapporti della vita precedente perdono progressivamente centralità.

Questo non significa necessariamente che il film presenti i nuovi amici come “migliori” dei precedenti. Ma la struttura narrativa costruisce un contrasto: il nuovo gruppo accompagna la trasformazione, mentre il passato viene lasciato alle spalle.

Il gruppo può essere un limite?

Nella vita reale gli altri possono interrompere un’escalation, richiamare alla realtà, contenere un impulso, chiedere di fermarsi.

Nel film il gruppo arriva invece a condividere l’esperienza violenta e continua il viaggio dopo di essa.

Che cosa accade quando il gruppo non contiene l’impulso individuale, ma finisce per accompagnarlo?
La meta

Hollywood è ancora lì

Il mondo desiderato non è soltanto raccontato: in qualche modo risponde.

Hollywood non è soltanto lo sfondo del viaggio. È il luogo simbolico nel quale la celebrità viene costruita, resa visibile e trasformata in oggetto del desiderio.

Ed è qui che il film compie uno dei suoi passaggi più interessanti: Hollywood non viene soltanto raccontata. In qualche modo risponde al racconto.

Quando le celebrità interpretano se stesse

Jon Hamm e Jennifer Aniston entrano nella storia con la propria identità pubblica, così come altre celebrità presenti nello stesso universo narrativo.

Lo spettatore non vede soltanto un personaggio di fantasia: riconosce persone famose che esistono fuori dallo schermo.

Fuori dallo schermo REALE Jon Hamm · Jennifer Aniston
cultura della celebrità
↔
Dentro il racconto FINZIONE Gail · sex pass · viaggio
incontro possibile

Il confine diventa così più sottile. Il meccanismo agisce proprio sulla frontiera originaria del celebrity sex pass: quella tra possibile e impossibile.

La celebrità passa dall’essere distante e astratta all’essere una presenza. Il reale entra nella finzione e la finzione utilizza il reale per rendere la fantasia più credibile come possibilità.

Hollywood conserva così la propria forza di fascinazione: il luogo simbolico nel quale ciò che appariva impossibile può sembrare possibile.

Lo spettatore riconosce quelle celebrità e sa che esistono davvero. Il gioco tra realtà e finzione può quindi assumere quasi la forma di un invito simbolico a entrare nello stesso spazio immaginario.

Non significa affermare letteralmente che tutto sia possibile. Significa osservare un mondo narrativo nel quale il confine tra fantasia e raggiungibilità viene continuamente assottigliato.

IRRAGGIUNGIBILE→ IMMAGINATO→ POSSIBILE→ RAGGIUNGIBILE

Ma nel frattempo si è usciti dai binari

Il percorso verso il desiderio attraversa limiti sempre più importanti, fino alla violenza. Eppure la commedia tende progressivamente a sdrammatizzare le conseguenze dell’essere andati “fuori binario”.

L’assurdità permette al racconto di continuare. Il gruppo rimane. Hollywood conserva il proprio fascino. La meta continua a essere desiderabile.

DESIDERIO→ IMPULSO→ AZIONE→ FUORI BINARIO→ CONSEGUENZE ATTENUATE→ META ANCORA DESIDERABILE
Il paradosso:
il limite è stato superato,
ma Hollywood è ancora lì.

E il desiderio, invece di essere cancellato dalle conseguenze, continua a orientare il racconto.

La sublimazione dell’Io?

L’espressione può essere letta qui in senso volutamente provocatorio e non come utilizzo tecnico del concetto psicoanalitico di sublimazione.

La domanda riguarda piuttosto la centralità dell’Io, del desiderio, dell’impulso e della pulsione nel determinare progressivamente l’azione.

Che cosa accade quando il desiderio individuale diventa la misura dell’azione mentre il racconto alleggerisce il peso dei limiti superati?

Fuori dallo schermo

Quando la commedia incontra la realtà

Classificazione, streaming, minori, mediazione e responsabilità.

Non è scientificamente corretto stabilire un’equazione semplice: film violento = comportamento violento.

La violenza reale è un fenomeno multifattoriale nel quale possono intervenire condizioni individuali, familiari, relazionali, sociali e ambientali.

Rimane però culturalmente legittima un’altra domanda: quali significati e quali emozioni associamo alla violenza quando la rappresentiamo?

La classificazione conta

Stati Uniti Classificazione R, anche per violenza e immagini sanguinose, oltre a contenuti sessuali e linguaggio.
Italia Nelle fonti consultate non risulta una normale distribuzione cinematografica italiana comparabile a quella statunitense. La disponibilità digitale è accompagnata da indicazioni di età.
Il criterio Non soltanto “quanto”, ma “come”: contesto, identificazione, fascinazione esercitata dal personaggio e modo in cui il comportamento viene rappresentato.

I criteri italiani per la classificazione delle opere considerano infatti non soltanto la presenza della violenza, ma anche il contesto, il personaggio al quale il comportamento è associato, la possibile fascinazione esercitata sui minori e la facilità di identificazione.

Per approfondire: Ministero della Cultura · criteri di classificazione ↗ .

Dal cinema allo streaming

La sala cinematografica introduce una soglia fisica. Lo streaming porta invece il contenuto direttamente in casa, attraverso televisori, computer, tablet, smartphone e dispositivi connessi.

Gli strumenti di parental control possono limitare l’accesso, ma devono essere configurati e utilizzati correttamente.

Il film rimane lo stesso. Il luogo della visione cambia.

Censurare?

La questione non deve necessariamente essere posta come alternativa tra censura e assenza di qualsiasi mediazione.

Un’opera destinata agli adulti può utilizzare assurdo, grottesco, sessualità, trasgressione e violenza comica. La libertà artistica comprende anche la possibilità di provocare, disturbare e mettere in scena comportamenti estremi.

Tra censura e assenza di mediazione esistono però classificazione, informazione, parental control, educazione alle immagini, responsabilità degli adulti, responsabilità delle piattaforme e prevenzione.

La domanda finale

Raccontiamo ancora il limite?

Forse la questione più interessante non riguarda il sangue, ma ciò che può scomparire intorno al sangue: prevenzione, responsabilità, conseguenze, limite e capacità del gruppo di dire «fermati».

Un film non produce automaticamente comportamenti violenti.

Ma, come ogni racconto, sceglie quali emozioni associare alle azioni che rappresenta e quale peso attribuire alle loro conseguenze.

E quando Hollywood stessa, con il fascino delle sue celebrità reali, entra nella finzione interpretando se stessa, il confine tra ciò che è reale e ciò che è immaginato, tra ciò che è possibile e ciò che sembrava impossibile, può diventare ancora più sottile.

Mentre sappiamo raccontare così bene il desiderio, la trasgressione, la possibilità e la libertà dell’Io, sappiamo raccontare con altrettanta forza il limite, la prevenzione, la responsabilità e le conseguenze?

Fonti e approfondimenti
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