Sabato, 14 Marzo 2026

Ok al Salario minimo


La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 188/2025 (depositata il 16 dicembre 2025), ha dichiarato inammissibile il ricorso del Governo contro la legge della Regione Puglia sul salario minimo.


Ok al Salario minimo

 

La Consulta ha confermato la validità della norma pugliese, stabilendo che una Regione può imporre una soglia minima di retribuzione (fissata a 9 euro l'ora) nell'ambito dei propri appalti pubblici. La legge della Regione Puglia L.R. n. 30/2024, poi modificata dalla L.R. n. 39/2024, stabilisce che nelle procedure di gara per appalti e concessioni della Regione Puglia, le aziende devono garantire ai lavoratori una retribuzione minima tabellare non inferiore a 9 euro lordi l'ora. Il Governo aveva impugnato la legge sostenendo che la Puglia avesse invaso la competenza esclusiva dello Stato in materia di "ordinamento civile" (art. 117 della Costituzione). Secondo Palazzo Chigi, solo lo Stato può legiferare sul salario minimo, poiché esso incide direttamente sui contratti tra privati. 

La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso del Governo per due ragioni principali:

  • Ambito limitato: La legge della Regione Puglia non introduce un "salario minimo universale" per tutti i lavoratori della regione (cosa che sarebbe stata incostituzionale), ma agisce solo come stazione appaltante. In pratica, la Regione sta solo stabilendo i requisiti per chi vuole fare affari con lei.

  • Tutela del lavoro: La Corte ha ritenuto che la Regione abbia agito legittimamente nell'esercizio delle sue funzioni amministrative e di programmazione, con l'obiettivo di garantire la dignità del lavoro e prevenire il dumping contrattuale negli appalti pubblici.

Questa sentenza è fondamentale perché:

  • Crea un precedente: Altre Regioni o Comuni potrebbero seguire l'esempio della Puglia, inserendo clausole simili nei loro bandi di gara.

  • Dignità salariale: Riconosce che la soglia dei 9 euro è un parametro ragionevole per garantire una "retribuzione proporzionata e sufficiente" (come richiesto dall'Art. 36 della Costituzione).

  • Pressione politica: Sposta il dibattito sul salario minimo dal piano puramente teorico a quello delle realizzazioni pratiche sul territorio.


Sintesi della Sentenza

Aspetto Decisione della Corte
Esito Ricorso del Governo dichiarato inammissibile.
Soglia Confermati i 9 euro l'ora come requisito per gli appalti regionali.
Competenza La Regione può dettare regole specifiche per i propri contratti pubblici.
Effetto La legge pugliese resta pienamente in vigore.

Cosa si intende per "Retribuzione Minima Tabellare"?

È un termine tecnico fondamentale per capire perché la legge pugliese ha retto davanti alla Corte.

  • La Tabella: Nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), la retribuzione è composta da varie voci (scatti di anzianità, tredicesima, premi, ecc.). La paga tabellare (o "minimo tabellare") è la base fissa stabilita dal contratto per ogni specifico livello di inquadramento.

  • L'intervento della Puglia: La legge pugliese specifica che, per partecipare agli appalti, il CCNL applicato dall'azienda deve prevedere una voce tabellare di almeno 9 euro lordi l'ora.

  • Perché è importante: Specificando "tabellare", la Regione evita che le aziende raggiungano i 9 euro sommando bonus variabili o indennità precarie. Deve essere la base certa e fissa del lavoratore.

Le altre Regioni: chi si sta muovendo?

La sentenza della Consulta ha dato il via libera a una sorta di "effetto domino". Essendo stato chiarito che una Regione può agire come stazione appaltante (cioè come "cliente" che sceglie a chi dare i lavori), altre amministrazioni stanno accelerando:

  • Toscana: È stata tra le prime a presentare una proposta di legge molto simile a quella pugliese. Dopo la sentenza, il dibattito si è riacceso per portarla in approvazione definitiva.

  • Sardegna e Campania: In queste regioni sono state depositate mozioni e proposte di legge per introdurre la soglia dei 9 euro negli appalti regionali e nelle società partecipate.

  • Lazio e Lombardia: In queste regioni il dibattito è più politico; le opposizioni stanno pressando le giunte (di segno politico opposto a quello pugliese) affinché adottino criteri di "clausola sociale" simili, usando la sentenza della Consulta come scudo legale.

     RIFERIMENTI:

SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE n. 188/2025

REGIONE PUGLIA L.R. 30/2024

 REGIONE PUGLIA L.R.39/2024

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